I luoghi dell’Alpe di Catenaia

L’Alpe di Catenaia è una catena montuosa che separa la valle del Casentino dalla Valtiberina. Il suo territorio, ricco di boschi, di prati e di diverse fonti sorgive, fu abitato fin da lontane epoche storiche da popolazioni dedite alla pastorizia e all’agricoltura, e fu causa di duri scontri tra Umbri ed Etruschi, tra Bizantini e Longobardi, che si insediarono nella zona del basso casentino, corrispondente agli attuali comuni di Subbiano e Capolona, definito Terre Barbaritana. I grandi Prati della Regina, che percorrono la cresta della montagna, sarebbero stati addirittura un possesso diretto della corte di Pavia e della Regina Teodolina. In epoca medioevale la montagna appartenne a diverse famiglie nobili, quindi alla Repubblica Fiorentina che, nel 1660, ne concesse una parte considerevole, per uso di pascolo e legnatico, all’antico popolo di Catenaia (Falciano). Insieme alle altre cime, Monte Castello, Monte Filetto, Monte Altuccia e il Sasso della Regina, le sue cime furono teatro di una cruenta battaglia tra le truppe tedesche e quelle alleate (gurka e maharatta), supportate dalla Divisione Partigiani Arezzo XXIII Brigata Pio Borri, che operava nella zona, che si concluse con la ritirata tedesca e la Liberazione di Subbiano.

Girovagando tra i sentieri:

Fonte al Baregno, un’area attrezzata con diversi tavoli all’aperto e una struttura in sasso che ospita una serie di focolari con griglia per barbecue coperti da una tettoia e sul lato posteriore, un un piccolo rifugio e bagno. Si trova appena un chilometro dopo Casa Taverni. Per la sua posizione, la fonte è un crocevia da cui si possono raggiungere diversi luoghi dell’Alpe.

Le Tre Fonti, dove l’acqua sgorga sempre fresca, famosa per la sua  potabilità così che molte persone del luogo d’estate si riforniscono proprio qui. Si trova poco prima di Casa Taverni, sulla strada.

La casetta del Vaccaio è un piccolo rifugio sempre aperto ai piedi del Monte Altuccia vicino ai Prati della Regina e di proprietà dell’ ASBUC (l’ente pubblico che gestisce molti dei lotti forestali in Catenaia). In passato è stata l’abitazione del “vaccaio”, ovvero colui che portava al pascolo le vacche durante il periodo estivo. Nei dintorni ci sono molte fonti d’acqua dove abbeverare gli animali, famosa è la Pozza delle Stroscie, poco sopra la casetta.

Il Sasso della Regina, punto panoramico per eccellenza, a una ventina di minuti di cammino dalla Fonte del Baregno. Alle pendici del Sasso della Regina sorgeva un monastero, fondato intorno all’anno 1000 dai nobili Cattani di Chiusi della Verna. Con il tempo il monastero crebbe d’importanza diventando abbazia, ma intorno al 1400 un terremoto fece franare un enorme pezzo dello scoglio sovrastante l’abbazia seppellendone una parte e da qui iniziò il suo declino, fino a scomparire.

I Prati della Regina, un immenso prato circondato da faggi, si estende lungo le due cime dell’Alpe di Catenaia, Monte Castello (1414 m s.l.m.) e il Monte Altuccia (1407 m s.l.m.). Dai prati è possibile godere di un panorama mozzafiato, a ovest la vallata di Arezzo, a est la Valtiberina.

La Fonte delle Sette Vene si trova nel cuore della faggeta che crea una piccola valle in Catenaia, dove appunto hanno origine sette sorgenti che poi formano il fiume Cerfone. Scavato nella roccia, è ancora evidente uno dei “pilli”, cioè cavità scavate nella pietra per il pestaggio delle componenti della polvere da sparo. In passato queste zone, in particolare da Chitignano a Ponte alla Piera, sono stati luoghi di contrabbando proprio di polvere da sparo, oltre che di tabacco.

Queste sono solo alcune delle bellezze dell’ Alpe di Catenaia, non vi resta altro che venirle a scoprire.